Dilettanti allo sbaraglio: il collezionista d’ossa di Philadelphia

Periodicamente giungono alla ribalta personaggi che, tentando di emulare i maestri, ovvero noi della Gazzetta del Cadavere, cercano il loro quarto d’ora (minimo sindacale) di notorietà, pensando di aver inventato l’acqua calda.

Accade così che un tizio di Philadelphia, città nota per aver dato i natali a Will Smith, Pink, ed alla star del baseball Mike Trout, al secolo Michele Trota. Nota soprattutto però per aver dato il nome ad un formaggio spalmabile, ed essere la città dello Stallone Italiano Rocky Balboa.

Ma a Philadelphia non ci sono solo personaggi famosi e formaggi spalmabili, esiste una vibrante scena del collezionismo!

L’arte la fa da padrona, con investitori istituzionali e privati come il Philadelphia Museum of Art, la Barnes Foundation, l’Institute of Contemporary Art (ICA), la Philadelphia Fine Art Fair, e numerose gallerie indipendenti, punto di riferimento per gli emergenti e per scout in cerca di nuovi talenti.

C’è poi il collezionismo di cimeli storici, dato che Philadelphia, prima di diventare la capitale del formaggio spalmabile, fu pure capitale degli Stati Uniti (ammesso che lo siano mai stati realmente).

Poi abbiamo un intenso mercato di cimeli pop, dai fumetti ai dischi, dallo sport al cinema.

Infine non mancano nemmeno i piccoli ma numerosi collezionisti di banalità varie, dalle ciabatte omaggio delle compagnie aree ai francobolli, dai fiammiferi alle scarpe, dalle lattine alle ossa umane.

Per quanto riguarda queste ultime il riferimento per il mercato si chiama, Jonathan Christ Gerlach, solo 34 anni ma già con una solida esperienza alle spalle.

Nella sua sala del collezionista circa un centinaio di pezzi, da quelli più comuni alle rarità, perfettamente catalogate e mostrate come nemmeno un allestitore di vetrine di via Montenapoleone a Milano saprebbe fare.  Teschi, mani, piedi,  ossa in varo stato di decomposizione che non possono non destare un genuino ingenuo stupore ed ammirazione nel visitatore, da quello occasionale al professionista del settore. Tutti pezzi assolutamente originali, certificati, provenienti da 26 tombe e mausolei di uno storico cimitero abbandonato in Pennsylvania, creato nel 1885. Certo, nulla a che vedere col nostro Ötzi, d’altro canto la storia americana dei bianchi si esaurisce in 30 minuti di lettura, se si tolgono le sparatorie.

Il teschio di Yorick dell’Amleto
Il teschio di Yorick dell’Amleto

Fra i resti di uomini, donne, bambini, secondo alcune indiscrezioni, vi sarebbero alcuni pezzi risalenti a 200 anni fa, ed in tal caso ciò significherebbe che qualcuno li avrebbe portati da un altro luogo di sepoltura: difficile credere che siano giunti da soli al cimitero storico di cui sopra con l’autostop ma… hey, siamo in America! Il collezionista possiede anche dei pezzi che potremmo definire d’Ermetismo Astratto: resti con ancora attaccato un pacemaker, una potente simbologia che richiama fortemente all’idea dello Psicopompo che porta il deceduto verso l’eterno riposo; gioielli (non quelli di famiglia, troppo molli per essere conservati) a testimonianza della caducità dell’essere; dentiere, simbolo indiscusso della voracità e dell’avidità dell’essere umano.

Pure lo Yorick dell’Amleto spalancherebbe gli occhi dinnanzi  a tale meraviglia!

Il mercato dei resti umani va forte; non solo fra medici e studenti di medicina, satanisti e fattucchiere, bensì annovera estimatori anche artisti e  ristoranti fusion. Il sig. Gerlach aveva avviato una florida attività di compravendita sul Fessbuc, attraverso il gruppo Vendita di ossa e teschi umani.

Purtroppo per lui, un malvagio concorrente lo ha denunciato, costringendolo (momentaneamente) a chiudere baracca.

Dobbiamo tuttavia constatare ancora una volta il dilettantismo di certi personaggi che si buttano a capofitto in un business, dimostrando di non averlo compreso sino in fondo, cosa che conduce inesorabilmente al fallimento

La Gazzetta del Cadavere da decenni è azienda leader nel settore della logistica, compravendita e stoccaggio di resti umani: abbiamo anche la certificazione HACCP!

E se siamo i leader, è perché sin dall’inizio i nostri clienti ci accordano la loro fiducia; con discrezione e passione, seguiamo il cliente a 360°, aiutandolo nella pianificazione e realizzazione dei suoi progetti, seguendolo passo passo con costanza ed abnegazione: la vostra soddisfazione è il nostro miglior biglietto da visita.

Mentre i concorrenti si limitano a fornire un servizio, spesso attraverso piattaforme web di dubbia moralità, come il Fessbuc, NOI ci mettiamo la faccia! Un consulente viene direttamente a casa vostra  con il furgoncino aziendale, a presentare i nostri prodotti e servizi. Inoltre, se non sei soddisfatto, hai ben sei mesi sei per restituire ciò che hai acquistato, oppure 2 settimane se si tratta di uno scambio.

Il furgone della Gazzetta del Cadavere: "Venghino signori, venghino"
Il furgone della Gazzetta del Cadavere: “Venghino signori, venghino”

Oltre alla garanzia per il clienti, la Gazzetta del Cadavere è da sempre attenta ai temi dell’ambiente, della sostenibilità, dell’inclusione e dell’innovazione:

  • Ambiente: portiamo i resti umani direttamente a casa vostra con il nostro furgone alimentato a BIOMETANO da fonti rinnovabili! Indovinate quali! Persino i nostri ex dipendenti, una volta cessato il consumo di ossigeno, entrano nella nostra catena del riciclo: semper fidelis!
  • Sostenibilità: i resti che vi portiamo provengono da cimiteri ed obitori controllati: freschi, genuini, con tanto di cartellino identificativo attaccato!
  • Inclusione: non distinguiamo i resti per sesso, età, religione, estrazione sociale, razza, provenienza, tifo sportivo. Per la Gazzetta del Cadavere, dinnanzi alla morte siete tutti uguali!
  • Innovazione: i nostri prodotti sono innovativi, sostenibili, a basso impatto ambientale e riciclabili! Chi può darvi di più! Inoltre abbiamo (ri)aperto una nicchia di mercato, apportando notevoli miglioramenti grazie alle palesi innovazioni di processo, le quali favoriscono la competitività e danno nuovo impulso alla ricerca ed all’innovazione stessa! Il rinnovamento nel solco della tradizione (scusate ma per contratto dovevo scriverlo, NdA).

 

 

 

 

Vuoi lavorare con noi? Siamo sempre alla ricerca di talenti in grado di contribuire al nostro successo. Se sei interessato invia la tua candidatura al seguente indirizzo email:

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