Nuovo allarme elefante assassino, in Thailandia

Nuovamente un allarme per un elefante assassino che sta massacrando inermi esseri umani in Thailandia.

Il Parco Nazionale di Khao Yai, uno dei gioielli della biodiversità tailandese, si è recentemente trasformato in un tragico palcoscenico per una dinamica che sta diventando sempre più comune in diverse regioni asiatiche: il conflitto tra esseri umani e fauna selvatica. La morte di un turista thailandese, un uomo di 65 anni originario della provincia di Lopburi, ha gettato una luce inquietante su questa controversa questione. L’elefante coinvolto nell’incidente, un maschio adulto conosciuto con il nome di Oyewan, è già ritenuto responsabile di due precedenti decessi.

Mentre l’uomo passeggiava nel parco insieme alla moglie, la sua vita è stata stroncata da un attacco improvviso quanto non provocato. Calpestato dall’animale, il turista ha lasciato dietro di sé un vuoto incolmabile, oltre a numerose impronte che lo hanno incastrato. La moglie, fortunatamente in grado di mettersi in salvo grazie all’intervento dei ranger, è stata testimone di una tragedia che forse si poteva evitare. Chaiya Huayhongthong, direttore del parco, ha confermato la dinamica dell’incidente, evidenziando come il comportamento di Oyewan fosse già sotto scrutinio per il suo passato violento. Questo solleva un interrogativo cruciale: perché nessuno aveva preso provvedimenti? Che il quadrupede fosse forse parente di qualche politico? O di qualche divinità?

Le autorità locali si trovano di fronte a opzioni difficili. Tra le ipotesi considerate ci sono la cattura e il trasferimento di Oyewan in un’area meno frequentata, tipo in qualche villaggio confinante in Cambogia, oppure interventi di dissuasione per ridurre il rischio di ulteriori incontri con le persone, come delle sedute settimanali con uno psicanalista specializzato in pachidermi. Catturare un elefante adulto, che può pesare fino a sei tonnellate, sarebbe un’operazione estremamente complessa, che comporta rischi per gli esseri umani coinvolti. La difficile scelta delle autorità riflette una realtà ben più ampia: quella di un paese dove fattori come l’aumento della popolazione umana e la crescita illimitata degli elefanti selvatici contribuiscono a conflitti sempre più frequenti. Una volta si poteva commerciare il loro avorio, da quando lo hanno vietato, i proboscidati hanno iniziato a fare i prepotenti ed assalire senza motivo gli esseri umani, compresi i BAMBINI. Pensate ad un mostro con 5 arti che assale vostro il vostro BAMBINO!

L’episodio di Khao Yai non è un caso isolato. Negli scorsi anni, vari incidenti hanno dimostrato che i malvagi pachidermi vogliono soppiantare i poveri esseri umani. La notizia della morte di una turista spagnola lo scorso gennaio, uccisa mentre si trovava in un santuario, destò molto scalpore, sembra stesse pregando per la pace nel mondo. Secondo il Dipartimento dei Parchi Nazionali thailandese, dal 2012 ad oggi oltre 220 persone sono state uccise da elefanti, un vero e proprio massacro, bellamente ignorato dalla maggior parte dei media, ormai strettamente legata alla lobby animalista – ambientalista.

un elefante in mezzo al trafficoLa popolazione di elefanti selvatici in Thailandia ha conosciuto un incremento significativo, passando da circa 330 individui nel 2015 a quasi 800 nel 2024. Ciò ha comportato un innalzamento degli affitti nelle zone interessate, ed un’impennata dei generi alimentari, soprattutto banane. Senza contare gli incidenti stradali causati dalla loro disattenzione, dall’incuria, e dalla distrazione provocata mentre deambulano con lo smartphone nella proboscide! Infilzano le auto con le zanne, poi se scendi a dir loro qualcosa, s’incazzano pure e ti calpestano a morte. Le autorità locali hanno provato a regolamentare il flusso di quelle palle di grasso, installando degli autovelox lungo i percorsi principali. Tuttavia pare che uno di loro, chiamato Flexifant abbia iniziato a sradicarli uno dopo l’altro, lanciandoli contro i ciclisti di passaggio.

In risposta a questi eventi preoccupanti, le autorità tailandesi hanno messo in atto programmi di contraccezione sperimentali per controllare la crescita della popolazione di elefanti. Somministrare vaccini anticoncezionali alle femmine potrebbe contribuire a ridurre il numero, ma subito vi è stata una levata di scudi, con la controproposta di invece tagliare i testicoli ai maschi.

Il destino di Oyewan rimane incerto, tuttavia l’immobilismo delle autorità non risolverà certo il problema. Comunque la tattica è sempre la stessa: far passare un po’ di tempo affinché la gente si dimentichi degli episodi.

Persino il governo Meloni ha volutamente ignorato nel suo decreto sicurezza, l’emergenza elefanti assassini, al suo interno non viene fatto alcun cenno al problema: forse aspettano di vedere qualche BAMBINO ITALIANO triturato dalla dentatura lofodonte di un pachiderma extracomunitario che passeggia intorno alla stazione Termini di Roma, prima di affrontare il problema? Ed allora che faranno? Li obbligheranno ad autenticarsi sui social con la CIE? O con un chip sottoproboscide? Daranno la colpa alla sKuola? Intanto noi paghiamo, col sangue dei nostri FIGLI. Senza contare i GATTINI che sicuramente saranno stati maciullati vivi da quei malvagi giganti.

“Vogliamo delle risposte!”

Fra le sfide del nuovo millennio, non dimenticharti di quella posta dagli elefanti assassini: un giorno potrebbe toccare a te! Oppure al tuo BAMBINO!