Budapest horror gulasch.

C’è chi colleziona fumetti di Nonna Abelarda, chi antiche monete, e poi c’è lui, il protagonista di questa storia di fine giugno 2026, carina ma un po’ triste, con un tocco di commedia nera: un uomo di 30 anni, impiegato in un ospedale della capitale ungherese, che ha deciso di portare il pranzo dal morto ad un livello superiore.

Tutto nasce da denunce anonime: qualcuno aveva notato strani movimenti nel nosocomio, un dipendente che non solo aveva una passione per i resti anatomici, ma che li portava a casa come souvenir macabri. Ma la realtà ha superato ogni immaginazione. Non si trattava solo di conservare teschi come soprammobili o ossa da usare come bacchette per il cibo cinese, no. Questo signore ha fatto della necroristorazione una vera arte.

Durante la perquisizione, le forze dell’ordine hanno trovato un autentico buffet dell’orrore: un volto umano (forse un vecchio ritratto di famiglia?), la pelle di un viso (magari per farsi una maschera da Scary Movie), ossa sparse come se stesse giocando a Mikado, resti di una gamba, un cervello, una mano e persino un cuore intero conservato in un barattolo – il massimo del “cuore in vasetto” per chi ama il fai da te culinario. Sarà stato sottolio od alla peperlizia? Alcuni di questi ingredienti sono ancora in analisi, per risalire all’origine.

Durante la confessione l’uomo ha ammesso di aver raccolto questi ingredienti nutrienti da cimiteri abbandonati in Ungheria e Slovacchia (una sorta di caccia alla salma transfrontaliera), vantandosi giustamente anche di aver cucinato e consumato i resti umani, condividendo le sue ricette con amici e familiari buongustai, al grido di “Ramsay facce ‘na sega!”. Una raffinatezza culinaria che unisce in sé tradizione ed innovazione, con ingredienti ricercati, nel vero senso del termine, per soddisfare i palati dei cannibali più esigenti. Piatti gourmet destinati a spedire definitivamente nell’oblio televisivo la Prova del cuoco, Sale, pepe e fantasia, Bake off, Masterchef. Solo Cucina da incubo potrebbe forse salvarsi.

Le autorità, ovviamente, stanno indagando a tutto campo: la sua auto è sotto il microscopio, cercando tracce di SANGUE UMANO mentre il computer, laptop, smartphone e schede SIM sono stati sequestrati per scoprire se esista un blog segreto chiamato “Cadaver Chef” o una community online di appassionati di finger food in senso letterale.

Al momento si parla di profanazione di cadavere, ma la polizia non esclude l’ipotesi peggiore: che il nostro aspirante chef abbia commesso qualche omicidio per assicurarsi ingredienti freschi. Nel frattempo, Budapest si interroga sull’improvvisa abbondanza di gulasch nelle cucine dei ristoranti locali…

Morale della favola? Attenti al gulasch perché magari potrebbe essere meno bovino di quanto pensiate, spacciato per 100% bovino mentre si tratta invece di un mix. Ma diffidate anche dei wuerstel, potrebbero non essere ciò che credete. In caso di dubbi, rivolgetevi al vostro macellaio di fiducia.

E comunque, son sempre proteine. Bon appétit!